La normativa precedente all’entrata in vigore del nuovo T.U.
sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81) individuava quali
soggetti attivi della prevenzione il datore di lavoro, i dirigenti ed i
preposti, cui si contrapponevano, quali soggetti passivi, i lavoratori.
Il
datore di lavoro era quindi il principale destinatario del complesso bagaglio
dei doveri e gli era consentito di essere affiancato, nell’adempimento di tali
obblighi, da altri soggetti, a lui sottoposti.
Questa circostanza ha
introdotto il meccanismo della delega di funzioni che viene, con il nuovo T.U.
sicurezza, per la prima volta inserito in un testo di legge (artt. 16 e
17).
Per adempiere ai doveri di sicurezza e prevenzione, il datore di lavoro
– nella filosofia del nuovo D.Lgs. n. 81/2008 – deve organizzarsi in maniera
efficiente per eliminare il rischio di esporre l’azienda a gravi conseguenze
sanzionatorie, principio che viene oggi affermato anche nel settore
antinfortunistico, estendendovi i principi dettati dal D.Lgs. n. 231/2001 in
tema di responsabilità degli Enti.
E’ proprio da questi elementi di novità
che la monografia affronta con rigore sistematico l’istituto delle delega di
funzioni, tratteggiandone le caratteristiche salienti e cogliendone le linee di
sviluppo affermate dalla fervente elaborazione della giurisprudenza di
legittimità che, nel corso degli anni, ha individuato i requisiti soggettivi ed
oggettivi della delega, poi recepiti nel testo di legge.
L'esigenza di
adeguare il dettato normativo, già in vigore con il D.Lgs. n. 81/08, ad alcune
questioni problematiche di tipo interpretativo-applicativo, ha indotto quindi il
legislatore ad intervenire nuovamente sul tema della delega con il recente
D.Lgs. 3 agosto 2009, n.106, meglio noto come il correttivo al Testo unico
Sicurezza. Tali novità legislative sono riportate e commentate nella
monografia.
Completa il testo un’attenta analisi della normativa dettata dal
D.Lgs. 8 giugno 2001 n. 231 e, soprattutto, dei risvolti che tale normativa
esplica sulla disciplina antinfortunistica, cui viene ad essere estesa sia sotto
il profilo sostanziale (art. 30) che sotto il profilo sanzionatorio, a seguito
dell’introduzione del nuovo art. 25 septies già ad opera delle legge delega
dell’agosto 2007.
La monografia, con la consueta struttura duttile e di facile consultazione,
rappresenta un utile ed efficace strumento di conoscenza della disciplina in
materia di delega delle funzioni antinfortunistiche e dell’innovativa
introduzione dei principi dell’organizzazione aziendale in materia di sicurezza.
In particolare, l’opera è rivolta ad una ampia platea di soggetti quali
Amministratori di Società, Responsabili della sicurezza, Responsabili ed addetti
del servizio di prevenzione e protezione, Responsabili Risorse Umane,
Responsabili Amministrazione del Personale, Direttori Tecnici, Consulenti del
Lavoro, Responsabili Qualità, Responsabili Lavori, Risk Manager, Consulenti
Legali, Consulenti Fiscali, Avvocati ed operatori del settore in genere.
Solo per sistemi Windows.
1. Premessa
2. L'istituto "legislativo" della delega di funzioni ed i modelli di organizzazione e gestione
3. La delega di funzioni nel diritto amministrativo
3.1 La delega “tipica”
3.2 La delega “atipica”
3.3 I caratteri essenziali della delega
3.4 I rapporti tra delegante e delegato
3.5 Il principio di competenza
3.6 Figure controverse
4. Gli obblighi generali ed i soggetti della sicurezza nella Pubblica Amministrazione
5. L’art. 2087 del codice civile
6. La delega di funzioni in materia antinfortunistica prima del D.Lgs. n. 81/2008
7. I requisiti “oggettivi” e “soggettivi” della delega di funzioni
7.1 La forma
7.2 La competenza tecnica del delegato
7.3 Effettività
7.4 Non ingerenza del delegante
7.5 Dimensione dell’impresa
7.6 Accettazione per iscritto della delega
7.7 Pubblicità della delega
7.8 Necessità che il delegante vigili sull’attività del delegato
7.9 Autonomia di spesa
7.10 Specificità della delega
8. Delega di funzioni e delega materiale
9. Obblighi del datore di lavoro non delegabili
10. La responsabilità da reato delle società alla luce del D.Lgs. n. 231/2001
10.1 Sintesi e ambito di applicabilità del D.Lgs. n. 231/2001
10.2 Reati per i quali si configura la responsabilità amministrativa dell’Ente
10.3 Differenze tra il sistema nord-americano e quello previsto dal D.Lgs. n. 231/2001
10.4 Sintesi e ambito di applicabilità del D.Lgs. n. 231/2001
10.5 Caratteristiche del modello
10.6 Vicende modificative dell’ente
10.7 Procedimento di accertamento e di applicazione delle sanzioni amministrative
10.8 Sanzioni previste (generalità)
10.9 Sanzioni pecuniarie
10.10 Sanzioni interdittive
10.11 Gli interventi da adottare (sintesi)
10.12 La funzione del modello
10.13 L’Organismo di vigilanza - Principali caratteristiche
10.14 L’Organismo di vigilanza - Le principali funzioni
10.15 L’Organismo di vigilanza - I poteri necessarie
11. Il modello organizzativo e gestionale introdotto dal D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81
11.1 Le sanzioni pecuniarie ed interdittive applicabili (schema)
11.2 La cosiddetta “colpa organizzativa” nel sistema del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81
11.3 I modelli (transitori) disponibili per un sistema di gestione della sicurezza sul lavoro (SGSL)
11.4 La struttura del SGSL secondo un Modello gestionale tipo (Ciclo di Deming – PDCA)
12. FAQ e conclusioni